Equilibri in movimento: la gestione faunistica

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Equilibri in movimento: la gestione faunistica

Tutela delle specie

Gestire la fauna in un’area protetta significa agire come custodi di un equilibrio ecologico delicato e in continua evoluzione. Il focus prioritario riguarda la tutela delle specie simbolo dell’Altopiano, con particolare attenzione ai siti di riproduzione della Gallina prataiola e dei rapaci legati agli ambienti aperti, indicatori fondamentali dello stato di salute degli ecosistemi steppici e agro-pastorali.

La gestione non si limita alla sola protezione passiva delle specie, ma comprende attività costanti di monitoraggio scientifico finalizzate a comprendere le dinamiche delle popolazioni e la loro risposta ai cambiamenti ambientali, climatici e territoriali. Questi dati consentono di orientare le decisioni gestionali e pianificare interventi mirati per la conservazione.

Monitoraggio scientifico: i dati raccolti sul campo guidano le scelte gestionali e permettono interventi mirati ed efficaci.

Specie opportuniste

Tra le azioni prioritarie previste dal Piano Operativo recentemente approvato assume particolare rilevanza lo studio di gestione delle specie opportuniste e generaliste, con riferimento a Corvidi, Gabbiano reale, Volpe e Cinghiale, la cui pressione può incidere negativamente sul successo riproduttivo delle specie target e sugli equilibri ecologici dell’area.

Pressione ecologica: le specie opportuniste possono compromettere la riproduzione delle specie più vulnerabili.

Controllo dei ratti

Un’altra criticità di primaria importanza riguarda la presenza di ratti, che rappresentano un fattore di pressione significativo sulle covate degli uccelli che nidificano a terra. La gestione della problematica richiede interventi coordinati e continuativi, basati su sistemi di controllo integrato e azioni pubbliche di contenimento.

Minaccia per i nidi: i ratti predano uova e pulcini, riducendo drasticamente il successo riproduttivo delle specie steppiche.

Cani e gatti vaganti

Parallelamente, particolare attenzione viene riservata al controllo di cani e gatti randagi o vaganti, la cui presenza può alterare profondamente gli equilibri della fauna selvatica locale. Il Piano Operativo prevede specifiche azioni coordinate tra i Comuni coinvolti, orientate al monitoraggio, al controllo demografico e al rafforzamento delle campagne di sterilizzazione.

Responsabilità condivisa: la gestione degli animali d’affezione è un elemento chiave per la tutela della fauna selvatica.

Supporto tecnico

A supporto delle attività di gestione è prevista anche l’attivazione di un Ufficio V.Inc.A. e Supporto Polifunzionale , pensato come riferimento tecnico per enti, cittadini e operatori locali nella corretta applicazione delle procedure e nella pianificazione di attività compatibili con gli obiettivi di conservazione della ZPS.

La strategia integra azioni di controllo e una forte componente di sensibilizzazione territoriale: promuovere una gestione responsabile degli animali d’affezione e rafforzare la consapevolezza della comunità rappresentano elementi fondamentali per ridurre l’impatto dei predatori vaganti e consolidare il legame tra tutela ambientale e responsabilità collettiva.

Supporto alla comunità: un punto di riferimento tecnico facilita la corretta gestione delle attività sul territorio.

Gestione adattativa

Le procedure definitive continuano a essere implementate sulla base dei dati raccolti nei monitoraggi scientifici, con l’obiettivo di definire interventi sempre più efficaci nel mitigare i conflitti tra fauna e attività antropiche, garantendo che l’Altopiano continui a rappresentare un rifugio sicuro per la biodiversità di interesse comunitario.

Decisioni basate sui dati: la gestione si evolve in funzione delle evidenze scientifiche raccolte sul campo.


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Ultimo aggiornamento: 17/03/2026, 16:00