Cammini di pietra: tra devozione e natura
Percorsi lenti tra spiritualità, paesaggio e biodiversità dell’Altopiano.
Cammini e spiritualità del paesaggio
L'Altopiano di Abbasanta è solcato da trame millenarie dove il sacro si fonde con la terra. La fruizione sostenibile parte dai Cammini, come quelli che conducono al Santuario di San Costantino a Sedilo durante l'Ardia, o i percorsi che collegano le chiese campestri di Aidomaggiore e Noragugume. In questo contesto, il pellegrinaggio diventa un'occasione di interpretazione ambientale: camminare lentamente permette di scorgere il volo della Gallina prataiola o di ammirare la fioritura delle orchidee spontanee lungo i muretti a secco.
Comuni come Borore e Birori, ricchi di monumenti archeologici immersi nella steppa, offrono l'opportunità di un turismo culturale che rispetta i silenzi e i ritmi della fauna locale.
Turismo lento: camminare diventa un modo per osservare la biodiversità e rispettare i ritmi del paesaggio.
L’Ardia e la Valle del Tirso (Sedilo): il celebre Santuario di San Costantino non è solo un centro spirituale, ma un punto panoramico privilegiato per osservare il volo dei rapaci che nidificano lungo le sponde del Lago Omodeo.
Archeologia nella Steppa (Borore e Birori): la straordinaria densità di monumenti come il Nuraghe Toscono o la Tomba dei Giganti di Lassia offre l'opportunità di “trekking archeologici” dove il silenzio necessario per rispettare la fauna, come l’elusivo Occhione, arricchisce l’esperienza di visita.
Silenzio come tutela: il rispetto dell’ambiente sonoro favorisce la presenza delle specie più sensibili.
Le Chiese Campestri (Noragugume e Aidomaggiore): i sentieri che portano a Santa Maria di s'Ena o Santa Maria delle Grazie attraversano i pool temporanei basaltici, piccoli ecosistemi che in primavera ospitano fioriture rare, ideali per il turismo botanico e fotografico.
Micro‑habitat preziosi: i pool basaltici primaverili ospitano specie vegetali rare e fragili.
Regione Autonoma della Sardegna