Un Paesaggio Plasmato dal Tempo
L’orizzonte della ZPS Altopiano di Abbasanta è la manifestazione monumentale di una dinamica
estensionale che ha ridefinito la Sardegna centro-occidentale tra il periodo Oligo-Miocenico e il
Plio-Pleistocene. Sebbene lo sguardo sia catturato dall'imponente plateau basaltico grigio-nerastro —
testimonianza finale di un vulcanismo fessurale che ha colmato le antiche depressioni con lave
porose e resistenti — il cuore dell'area nasconde cromatismi e origini differenti.
Elemento chiave: il basalto non è solo un materiale geologico, ma la matrice che
ha modellato l’intero ecosistema dell’Altopiano.
Il Mosaico Vulcanico e Sedimentario
Nelle zone dove l'erosione è stata più profonda o dove affiorano i lembi del ciclo vulcanico
primordiale, emergono le andesiti rosse e le rocce ignimbritiche dell'Oligo-Miocene, che con le loro
tonalità calde e la loro densità vetrosa raccontano un'epoca di esplosioni e trasformazioni violente.
A queste si alternano le successioni sedimentarie mioceniche, memorie di una Sardegna un tempo
sommersa, dove la roccia calcarea e arenacea si frappone tra i cicli di fuoco, creando un contrasto
materico e cromatico unico.
Lo sapevi? L’alternanza tra rocce vulcaniche e sedimenti marini rende l’Altopiano
uno dei paesaggi geologici più complessi e affascinanti della Sardegna.
Questo mosaico di roccia, che spazia dal rosso cupo delle andesiti al candore dei sedimenti marini
fino al rigore scuro del basalto, costituisce l'identità profonda di un territorio dove ogni strato è
un capitolo di un'evoluzione geologica monumentale.
La Foresta Fossile di Zuri‑Soddì
Sebbene i confini della ZPS si fermino poco prima di questo santuario geologico, la memoria vegetale
dell'intero plateau trova la sua massima espressione nella Foresta Fossile di Zuri‑Soddì. Qui, in
quello che fu un rigoglioso bacino del periodo Chattiano‑Aquitaniano, il tempo si è cristallizzato
circa 25 milioni di anni fa.
I tronchi di conifere e angiosperme, sorpresi da cataclismi vulcanici e alluvionali, hanno subito una
lenta trasformazione minerale, diventando pietra. Questa “foresta fantasma”, con i suoi reperti ancora
eretti o abbattuti, costituisce il preludio geologico ai paesaggi attuali.
Patrimonio fragile: la Foresta Fossile è un archivio naturale unico, la cui
conservazione richiede attenzione e monitoraggio costante.
Geologia e Cultura: Un Dialogo Millenario
Da millenni, le comunità dell'Altopiano hanno instaurato un dialogo simbiotico con la geologia del
luogo, “estraendo” la propria cultura direttamente dalle viscere della terra. Il basalto, con la sua
ostinata durezza, è diventato lo scheletro dei nuraghi e l'anima delle trame infinite di muri a secco
che disegnano il paesaggio rurale.
Le andesiti e i calcari hanno offerto cromatismi unici per i luoghi di culto e le architetture
domestiche. Dai domus de janas alle chiese romaniche, l’essere umano ha trasformato il
mosaico geologico in un mosaico antropico.
Identità culturale: nell’Altopiano, le case e i luoghi di culto non sono solo
costruiti sulla pietra, ma sono fatti della stessa pietra. La storia dell’uomo diventa così
un’estensione della storia geologica.
A cura di
Biologa e consulente QHSE
Formazione, consulenza e progettazione
Ultimo aggiornamento: 10/06/2019, 16:00