Tutela e legalità.

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Un'immagine generica segnaposto con angoli arrotondati in una figura.
Foresta di carubi e allori a nord di Dualchi.

Tutela e legalità

La salvaguardia della ZPS poggia su un pilastro fondamentale: il rispetto delle norme che garantiscono la legalità ambientale come precondizione per qualsiasi strategia di sviluppo. Tutelare il territorio significa attivare un sistema di vigilanza costante contro le pratiche che ne minacciano l'integrità, dal bracconaggio — che colpisce specie sensibili come la Pernice sarda e la Gallina prataiola — all'abbandono di rifiuti, fino alle trasformazioni non autorizzate del paesaggio.

Queste ultime, se non governate, rischiano di frammentare gli habitat e distruggere quel mosaico di muretti a secco e siepi che garantisce la connettività ecologica del plateau.

Legalità ambientale: non è solo repressione, ma prevenzione, educazione e responsabilità condivisa.

Dalla norma all’impegno civico

Come indicato nella proposta di Piano Operativo 2024, la gestione della ZPS si pone l'obiettivo di trasformare la tutela da obbligo burocratico a impegno civico condiviso. La legalità non viene intesa esclusivamente in termini sanzionatori, ma come un percorso di educazione al valore del bene comune.

Ogni muretto a secco preservato e ogni pascolo gestito correttamente è un atto di rispetto verso la storia e il futuro ecologico di questo territorio.

Bene comune: la tutela funziona solo quando la comunità riconosce il valore del proprio territorio e partecipa attivamente alla sua protezione.

Gli assi di intervento del Piano Operativo

Il cuore della strategia di tutela, coordinata dal Distretto Rurale della Media Valle del Tirso per conto dell'Ente Gestore (Comune di Sedilo), si articola su assi d'intervento mirati a risolvere criticità storiche del territorio attraverso regolamenti e studi tecnici.

Regolamentazione e Prevenzione (RE8, RE9)

Tra gli obiettivi prioritari figurano la redazione di un nuovo Regolamento per la prevenzione degli incendi e uno studio di gestione ambientale per il controllo delle densità di specie che, se in soprannumero, possono minacciare l'equilibrio della zona, come i Corvidi e il Cinghiale.

Obiettivo: trasformare la vigilanza in una gestione scientifica e partecipata.

Ripristino delle Popolazioni (RE5)

Un'azione simbolo del nuovo corso è il piano di fattibilità per la reintroduzione e il restocking della Gallina prataiola. Questo intervento punta a riportare la specie nel suo areale storico, agendo dove il rischio di estinzione è più immediato.

Monitoraggio Scientifico e Analisi dei Rischi (MR1, MR3, MR4)

La tutela passa per la conoscenza. Sono stati attivati studi specifici per analizzare l'incidenza di agenti patogeni e tossicologici sull'avifauna e per valutare la mortalità da collisione. Questi dati permetteranno di intervenire con precisione chirurgica sulle cause di degrado.

Approccio scientifico: ogni intervento deve essere basato su dati reali e verificabili.

Informazione e animazione territoriale

Parallelamente agli studi tecnici, l'Ente Gestore ha intrapreso un percorso di Informazione e Animazione (IA) territoriale che, attraverso l'apertura di uno sportello informativo dedicato (IA1), l'organizzazione di incontri partecipativi con gli stakeholder locali (IA2) e il potenziamento della comunicazione digitale (IA3), mira a trasformare la tutela ambientale in un'opportunità di sviluppo condivisa e trasparente per tutta la comunità.

Partecipazione: una tutela efficace nasce dal dialogo costante con chi vive e lavora nel territorio.

Risorse economiche e responsabilità amministrativa

Il percorso intrapreso è sostenuto da un budget biennale di circa 99.000 Euro, destinato a coprire le spese di funzionamento, il coordinamento tecnico e le missioni necessarie per attuare queste azioni.

La legalità, in questo contesto, non è solo vigilanza contro il bracconaggio o l'abbandono di rifiuti, ma è la capacità dell'amministrazione di essere responsabile di fronte alla comunità, dimostrando come ogni euro investito contribuisca alla salute e alla bellezza dell'Altopiano.

Trasparenza: rendere conto delle risorse impiegate è parte integrante della tutela ambientale.


A cura di

Maria Fais

Biologa e consulente QHSE

Formazione, consulenza e progettazione

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Ultimo aggiornamento: 17/03/2026, 16:00

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