Oltre il paesaggio: gestione e comunità
Dalle pratiche tradizionali alle nuove strategie di conservazione: costruire il futuro dell'Altopiano.
La ZPS ITB023051 “Altopiano di Abbasanta” rappresenta uno dei più significativi sistemi agro- pastorali e steppici della Sardegna interna ed è inserita nella rete ecologica europea Natura 2000 per la tutela dell’avifauna di interesse comunitario e degli habitat aperti mediterranei. Situata tra le province di Nuoro e Oristano, la ZPS interessa un ampio territorio intercomunale che coinvolge i comuni di Aidomaggiore, Birori, Bolotana, Borore, Bortigali, Dualchi, Lei, Noragugume, Sedilo e Silanus, cui si aggiungono, a seguito della riperimetrazione del 2021, porzioni territoriali dei comuni di Orani e Ottana.
Questo assetto rende l’Altopiano non soltanto un’area ecologicamente strategica, ma anche uno spazio di governance territoriale condivisa tra amministrazioni, operatori locali e comunità residenti.
Il sito coincide con uno dei più estesi plateau basaltici della Sardegna centro-settentrionale, caratterizzato da una matrice geomorfologica di origine vulcanica con superfici tabulari, leggere ondulazioni e ampie visuali aperte che definiscono un paesaggio fortemente identitario. La ZPS comprende un mosaico ambientale costituito da pascoli permanenti, seminativi asciutti, colture foraggere, pseudosteppe mediterranee, prati aridi, piccoli corsi d’acqua e zone umide temporanee, che contribuiscono a generare elevata eterogeneità ecologica e condizioni favorevoli alla presenza di specie legate agli ambienti aperti.
Tra queste, la Gallina prataiola (Tetrax tetrax) rappresenta la specie simbolo della ZPS e uno degli elementi di maggiore priorità conservazionistica a livello europeo. Accanto ad essa, il territorio ospita specie di elevato interesse quali Occhione, Grillaio, Albanella minore, Ghiandaia marina, Calandra, Calandrella, Tottavilla e Calandro, oltre a rapaci e specie migratrici strettamente associate agli agroecosistemi tradizionali.
L’Altopiano di Abbasanta non costituisce tuttavia una realtà statica né un museo a cielo aperto, ma un territorio dinamico il cui equilibrio dipende dalla costante interazione tra processi naturali e attività antropiche. La qualità ecologica di questi habitat è infatti strettamente connessa al mantenimento delle pratiche tradizionali di pascolo estensivo e agricoltura a basso impatto, che nel corso dei secoli hanno modellato il paesaggio preservando gli spazi aperti indispensabili per la fauna steppica.
Gestire questa Zona di Protezione Speciale significa quindi guardare oltre la semplice dimensione paesaggistica per comprendere le relazioni che sostengono il territorio: il lavoro quotidiano degli allevatori, la gestione dei pascoli, il monitoraggio scientifico delle specie, la regolamentazione delle attività e la partecipazione delle comunità locali.
In questa fase di evoluzione gestionale, l’Altopiano viene interpretato come un autentico cantiere della sostenibilità, in cui conservazione della biodiversità e sviluppo locale devono procedere in maniera integrata. Le strategie di gestione non sono concepite come imposizioni esterne, ma come strumenti costruiti a partire dall’osservazione delle pratiche tradizionali che hanno consentito la permanenza di habitat di elevato valore naturalistico.
L’obiettivo è consolidare una sinergia in cui la produttività economica, fortemente legata al pascolo e all’agricoltura, diventi essa stessa leva di conservazione. Sebbene alcune procedure amministrative e regolamenti tecnici siano ancora in fase di monitoraggio e definizione operativa, la visione complessiva è già delineata: trasformare la tutela ambientale in un’opportunità concreta di crescita territoriale e rafforzamento comunitario.
Proteggere Abbasanta significa dunque governare un sistema complesso in cui istituzioni, cittadini, allevatori e operatori locali condividono la responsabilità di custodire una risorsa che è contemporaneamente patrimonio naturale, identità culturale e opportunità di sviluppo sostenibile.
Regione Autonoma della Sardegna